Reumatologia: nasce il Progetto Transition per gli adolescenti



Il professor Angelo Ravelli, Ordinario di Pediatria, Responsabile della Clinica Pediatrica e Reumatologia del Gaslini e Presidente della Società Europea di Reumatologia Pediatrica (PRES), è il Coordinatore del Progetto Transition.

 

Cos’è?

Il Progetto Transition è stato realizzato dalla Società Italiana di Reumatologia, in collaborazione con la Società Italiana di Pediatria per la gestione del delicato passaggio dal pediatra al reumatologo dell’adulto. Si tratta di ambulatori con pediatra, reumatologo, psicologo e infermiere a disposizione dell’adolescente affetto da reumatismi cronici infiammatori.

La gestione adulta della malattia è un passaggio complesso, ma fondamentale e Transition intende ridurre i traumi psicologici e le possibili difficoltà di gestione della malattia.

“Il bambino ha un rapporto confidenziale con il pediatra – spiega Angelo Ravelli – lo percepisce come uno di famiglia, cresce con lui e si sente protetto. Quando adolescente o giovane adulto, si trova da solo con la sua patologia e deve gestirne tutti gli aspetti in autonomia. Non vorrebbe lasciare il “suo amico” pediatra e anche il rapporto con i genitori diventa complesso e fonte di crisi. Dopo un primo approccio col reumatologo dell’adulto, il paziente si autogestisce e non segue il follow-up clinico”.

È un piano che ha lo scopo di definire una corretta transizione dal team di reumatologia pediatrica a quello dell’adulto per assicurare che i giovani con patologie reumatologiche ricevano un’assistenza continua e adeguata allo sviluppo, evitando così il rischio di sviluppare importanti complicanze a lungo termine.

La Transitional Care dei piccoli pazienti reumatologici è efficiente in poche Regioni

Il problema riguarda 3000 adolescenti e ad oggi circa il 50% dei giovani adulti con malattia reumatologica non effettua una corretta transizione. Trattandosi di un modello di percorso diagnostico terapeutico assistenziale (PDTA) potrà essere recepito dalle singole Regioni e declinato nelle Aziende Sanitarie e Ospedaliere del territorio in funzione delle proprie esigenze e risorse. Si potrà arrivare a creare un sistema di rete di transizione. Considerando la disomogeneità dello scenario italiano, è stato condiviso un modello minimo che consenta la transizione con poche risorse e una cartella clinica informatizzata, in un periodo ragionevolmente breve, con 1-2 visite in team. Inoltre, si potrà utilizzare il teleconsulto per la visita collegiale, qualora quella in presenza non fosse possibile.

Non si tratta di un modello teorico, ma validato da un ente certificatore riconosciuto. Ciò consente alle singole Regioni di poter accreditare uno o più centri di transizione reumatologica applicando questo percorso, semplice e dinamico e tradurlo in un PDTA operativo.